Le cose da sapere prima di iniziare a vendere su Amazon

 

No, il 10 nel titolo non lo metto, è più forte di me.

Non me ne vogliano gli autori di blog markettari, anche perché confesso che molti di quegli articoli che iniziavano con “10 cose da…” mi hanno aiutato, qualche volta.
Non inizio nemmeno con il 10 perché direi una bugia, ce ne sono molte di più -di cose- da sapere prima di cimentarsi in un’apertura di uno store su Amazon.

La landing page del colosso la fa semplice: crei un account, colleghi un conto corrente e butti sù il prodotto.

Non hai l’immagine con sfondo bianco? Tzè, ti basta l’app e con un click hai un’immagine perfettamente in linea con la Policy.
E’ in effetti è veramente così e lo si vede pure, dalla quantità di venditori nuovi che ogni giorno si riversano in BuyBox esordendo con prezzi fuori dall’immaginario comune, senza sapere un granché tranne per quelle due righe lette frettolosamente.
La maggior parte delle volte poi, gli stessi approdati come l’armata Brancaleone sulla piattaforma si trasformano in meteore, schiantandosi contro Reclami di garanzia A-z, tassi di performance alti come una casa e prodotti venduti a prezzo di costo.

Tutto questo nel giro di qualche mese, se va bene.

Sia chiaro, vendere su Amazon non è come crearlo da 0, nemmeno difficile quanto mandare un satellite in orbita, ma alcuni aspetti -a parer mio-  vengono troppo sottovalutati:

1: Senza strategia non vai da nessuna parte

Un esempio lampante è la guerra dei prezzi al ribasso. Magari con la casa madre o Amazon stessa.
Oppure iniziare senza avere studiato realmente il mercato di riferimento, senza sapere i punti di forza dei concorrenti e i tuoi punti deboli.

2: I veri costi non sono da riassumersi solamente nelle commissioni di Amazon

Il tempo impiegato è un costo, come lo sono le spedizioni (sia FBA che FBM), il tempo, i rimborsi, le commissioni dei rimborsi (eh già), le promozioni, i tool utilizzati, la promozione, la tua attività…

3: La stessa viene calcolata sul prezzo di vendita lordo, lordo anche delle spese di spedizione (se inserite).

Hai venduto un prodotto a 80€, più 5€ di spese di spedizione.
Amazon quindi detrarrà una commissione del x% (a seconda della categoria) sul prezzo che il cliente ha pagato, quindi comprese le spese di spedizione.
E’ banale e lo so, ma nonostante la banalità tanti non prestano la dovuta attenzione a questo particolare che, alla lunga, può davvero fare differenza

4: Se sei un retailer, affila i coltelli

La concorrenza c’è ed è agguerrita, prendine atto.
Prendi atto anche di quella che non c’è ora ma un domani arriverà, e se lo farà lo farà bene, con prezzi più bassi dei tuoi.
Non sentirti mai in Comfort-zone.

5: I prezzi scendono sempre, non salgono (quasi) mai

Non sono io a dirlo, lo dice il mercato: Dai un occhiata a qualsiasi prodotto, magari commodity, tramite CamelCamelCamel

6: La vera forza non è il volume di vendita, ma quanto utile ti rimane

Fatturato, volume di vendita, prodotti venduti negli ultimi 30 giorni…tutte Vanity metric. Belle eh, ma sono lì per altri scopi, non dimostrano l’andamento della tua attività.

7: Il cliente di Amazon è viziato, tanto viziato

Vuole tutto, lo vuole bello e lo vuole per ieri.
Non sbagliarti a sgarrare, il cliente-tipo di Amazon è a conoscenza degli strumenti messogli a disposizione da Jeff: Reclami, FeedBack e compagnia bella.
Pianifica scrupolosamente i passaggi della catena di vendita: usa almeno due corrieri, pianifica i riordini della merce (anche quella di consumo) regolarmente.

8: Il reso costa, anche con la logistica

Mezza verità questa, ma nessuno regala nulla.
Ha iniziato con le categorie con il più alto tasso di reso, abbigliamento, scarpe e borse, e pian piano lo sta estendendo a tutte le altre (in questi giorni è coinvolta la categoria gioielli).

9: Vendere su Amazon è come vendere da qualsiasi altra parte quindi si, hai bisogno di una P.Iva.

“Ma lo faccio saltuariamente, senza superare i 5000€/annui”
E come dimostri la saltuarietà della cosa, dal momento che hai a tutti gli effetti un negozio, con tanto di Stock?

10: In fase di pianificazione, sottostima sempre le vendite e sovrastima i costi.

Nella vita bisogna essere ottimisti, ma bisogna imparare quando esserlo veramente. Essere un pessimista D.O.C in questo casi ti aiuterà a sorridere un domani.

11: Non pensare di farlo come lavoro Part-Time

Ben presto ti accorgerai che non solo non riesci a farlo “part-time”, ma avrai bisogno anche di una seconda persona.

12: Per utilizzare il programma Paneuropeo di Amazon hai bisogno di aprire una posizione Iva per ogni stato in cui la merce viene stoccata (quindi 5 P.Iva)

Lo scrive anche Amazon, anche se a caratteri microscopici, perciò ripeto questo passaggio.

13: Improvvisare non porta a nulla di buono. Se non sai informati, oppure chiedi

Regola generale questa, quindi applicabile anche in questo contesto.
Se da un lato la troppa pianificazione rischia di arenare un progetto ancor prima del suo lancio, abbondare di improvvisazione farà si che non sarete pronti quando le circostanze lo richiederanno, con le relative conseguenze.

 

Non c’è una vera conclusione per questo articolo, pensato, immaginato e scritto dalle domande più gettonate poste nelle community o direttamente all’autore del post, forse perché non si potrà mai far fronte alle domande che devono ancora essere poste, oppure perché gli aspetti da tenere conto prima dell’apertura di un’attività non sono riassumibili nemmeno in 1000 parole, o forse perché 13 punti – questi 13 punti – bastano già per mettere in moto il cervello in attesa del prossimo post?
(Tra l’altro…non sai quando ci sarà? Te lo dico io tramite mail)



 

 

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